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Posts Tagged ‘Varie ed Eventuali

La lumaca, il coniglietto, la lattuga e i massimi significati dell’esistenza

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Ecco sollevo la bocca dal fiero pasto.
Ho promesso di raccontarvi una storia ma poi bisogna essere capace di farlo.
Ma parlavo e parlavo, mi sbattevo a parlare.

Ma la storia?

C’era una volta in una piccola casa una lumaca che andava piano piano, come d’altronde fanno le lumache, da un non meglio precisato punto ad un altro che invece era ben noto.

La storia, la storia…

Il punto d’arrivo era una grossa foglia di lattuga caduta da un piano diverso da quello della lumaca a cui, nevvero, poco importava da dove fosse caduta, l’importante era raggiungerla prima che lo facesse qualcun altro.
La lumaca si fermò a riflettere se in ‘qualcun altro’ ci volesse o meno l’apostrofo e ciò le fece perdere circa due milionesimi di lumicini, che translati nella nostra lingua corrispondono all’incirca a due milionesimi di secondo.
E’ veramente strano che due esseri che non hanno punti di contatto comuni abbiamo la stessa cognizione del tempo cosa che farebbe riflettere effettivamente sulla presenza di un’entità superiore che tutto governa o sul fatto che è una fatica anche solo pensarla un’alternativa per cui ci teniamo la nostra entità superiore che chiameremo, nel caso delle Lumache, Gran Lumacone che vive nell’immensa insalata o più semplicemente Granlu.
Per quanto riguarda noi, che siamo animali molto più complessi e che addirittura abbiamo coscienza di noi stessi, quasi tutti, ne abbiamo talmente tanti che lo chiameremo Grande Lui che è ovunque, familiarmente Granlu, no scherzo non è vero si chiama con svariati nomi ma in questa storia ci basta che ognuno di voi lo chiami come gli pare tanto  non lo nomineremo mai

La storia siiiiì la storia uhhhhhhhh la storia.

Allora dicevamo che la lumaca aveva perso due milionesimi di lumicini per pensare se qualcun altro volesse o meno l’apostrofo, alla fine aveva scosso le corna e si era detta tra sé e sé che non era importante e che era molto più importante raggiungere la meta, l’insalata.
Nel frattempo, sennò altrimenti una storia che si regge solo su di una lumaca che cerca di raggiungere una foglia di lattuga può facilmente perdere d’interesse, da un punto diametralmente opposto a quello dove si trova la lumaca c’è un coniglietto che è riuscito a fuggire dalla sua gabbietta e quindi anche da una fine ingloriosa e vaga per la casa alla ricerca di qualcosa da mangiare e quella foglia di insalata discesa da un sopra a cui lui sta sotto è un ghiotto richiamo.
Ovviamente un coniglietto è molto più veloce di una lumaca per cui il risultato della contesa dovrebbe essere scontato se non fosse che questo coniglietto di buona razza sì ma di scarse attitudini risulta essere:
1) Non particolarmente dotato nella corsa
2) non particolarmente dotato intellettualmente, che è normale per un coniglietto ma questi ma non lo è nemmeno confrontato ai  suoi simili
3) Poco incline al raggiungimento degli obbiettivi soprattutto se autoimposti
4) Facilmente influenzabile da chiunque si presenti a lui esordendo con un: “Non è come si crede generalmente…”.

Storia, storia, storia, storia…

Così successe che la lumaca e il coniglietto arrivarono insieme alla foglia di insalata.
Successe, anche,  che mentre entrambi stavano per addentare con gusto la foglia una forza misteriosa prendesse la stessa e la portasse nel sopra nel cui sotto stanno avvenendo le cose fino ad ora descritte senza accorgersi né del coniglietto né della lumaca che invero rivolse verso la propria entità superiore che governa il mondo parole non proprio edificanti.
Il fatto che chi avesse raccolto la foglia d’insalata girandosi sentisse sotto al suo piede destro il classico rumore che fa una lumaca quando viene schiacciata potrebbe essere letta come prova dell’esistenza dell’entità superiore di cui al punto uno e soprattutto che non è che sia poi così benevola come sostengono i suoi seguaci. Altresì considerando che se la lumaca non avesse perso quei due milionesimi di lumicini soffermandosi su quel  ’qualcun altro’ con o senza apostrofo sarebbe ancora viva si potrebbe affermare anche che è sempre meglio non perdere tempo in inutili quesiti ma badare sempre al sodo.
In quanto al coniglietto continuò a vagare per casa fino a quando non fu ritrovato e rimesso in una gabbietta e mangiato di lì a non molto che pare essere un tempo molto più lungo di: di lì a poco.
E la storia?
Be la storia è finita d’altronde è semplicemente la storia di un lumaca e d un coniglietto, mica di Giulio Cesare e Cleopatra.

Scritto da attraverso

dicembre 12, 2011 alle 3:23 pm

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I Fantasmi

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Cazzo ho appena scoperto che è morto Wille P.Bennett.
Ed è successo nel 2008.
Continuo ad ascoltarlo e lui se ne è andato. Aveva 57 anni. Giovane sopprattutto per i canoni attuali.
Canadese, nato nel 1951 ha scritto alcune delle canzoni più belle di quel cantautorato d’oltre oceano che tanto ha influito nel mio personale immaginario. Buona parte di quello che scrivo, nel bene e nel male, arriva da quelle canzoni ed una in particolare, la sua ‘White Line’ . Cercatela su youtube ne vale la pena.

Ma non era di questo che volevo parlare ne del tempo che passa inesorabile, volevo parlarvi di fantasmi. Quelli che arrivano dopo mezzanotte, quelli che ci si sente sfiorare alla nuca e non c’è nessuno alle nostre spalle.
Fantasmi che ci accompagnano ogni giorno dal giorno della loro scomparsa.
Fantasmi che ci troviamo ad accarezzare la maniglia della porta dove un tempo dormivano.
Fantasmi che vorremmo chiedergli una cosa e non possiamo ma magari poi ci sognamo di loro e ci rispondono e giochiamo al lotto il morto che parla. E ovviamente non vinciamo.
Qualche giorno fa camminavo per strada e ho visto zio Peppino , ormai morto da anni. E’ stato un colpo, una botta di paura mista a felicità, è stato un secondo ma è stata una sensazione indescrivibile. E’ stato un secondo perché ovviamente non era lui ma solo uno che gli assomigliava e visto da vicino, poi, nemmeno tanto.
Ma tanto è bastato a lasciarmi addosso la sensazione che i fantasmi esistono, sono intorno a noi, ma soprattutto sono dentro di noi, e cantano.
Cantano della lunga autostrada cha va da un punto all’altro e che attraversiamo. Vocianti o silenziosi è lo stesso.
E più passa il tempo più c’è gente che canta.
E più passa il tempo e più toccarsi i coglioni non basta.
E più passa il tempo più ci giramo e chiediamo:  ”Mi scusi” signore va dove vado io senza sosta su questa infinita linea bianca.

Scritto da attraverso

dicembre 5, 2011 alle 4:27 pm

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