Ho provato a scrivere una poesia
Ho appena provato a scrivere una poesia. Cazzo non ci sono riuscito. O meglio ad un certo punto la mia poetica si è schiantata sulla parola livore, che è proprio una parola anapoetica, cioè come cazzo si fa a mettere livore in una poesia e poi magari struggersi nel pronunciarla.
Bleah.
“Dai amore non lasciarmi proprio ora
che ho scritto la canzone più brutta per livore”
Allora ho provato piano, piano a scriverla meglio.
Ho provato a cambiare livore con astio.
Ecco è già meglio.
Sembra quasi una bestemmia laddove livore ha invece un odore di pesce vecchio.
La bestemmia comporta comunque un moto passionale verso un essere metafisico che non si può liquidare con un po’ di deodorante, ci vuole del fegato a prendersela con un essere onnipotente ed onniscente.
Per cui:
“Dai amore non lasciarmi proprio ora
che ho scritto la canzone più brutta per astio”
No no no non va bene, non ci sta devo riprovare, e non suona più, mi sdrucciola via, scappa , pare una limonata senza zucchero. Sia quell’ora e quell’astio fanno proprio a pugni ed anche il concetto stesso mi pare una vaccata.
Devo rifleterci su un altro po’.
[Specchio riflesso, Specchio riflesso]
Dai amore (questo va bene, funziona sempre)
non lasciarmi proprio adesso (ecco adesso ed ora sono sinonimi ma adesso è più morbido)
che ho scritto una canzone (la canzone buca sempre [una canzone per te] [l'hai voluta e adesso è qui la canzone mia per te] etc etc etc)
solo per far sesso (be’ almeno è un sentimento sincero).
Dai amore (la ripetizione rafforza)
stammi più vicino (brrrrrrr da paura)
non mollarmi ora (a cosa avrò mai pensato)
e fammelo un [NOOOOOOOOOOOOOOOO]
panino (fiuuuuu la vecchiaia aiuta)
Ma non è bellissima sta poesia?